La Mostra Volere Volare a Treviso

La mostra VOLERE VOLARE, organizzata a Treviso dalla psicologa Simona Carniato e Studioo onlus, è stata descritta come un esempio di dialogo semplice ma tra i più significativi di quest’anno, in occasione della 58esima Esposizione internazionale d’Arte, affidata alla curatela del newyorchese Ralph Rugoff che ha scelto il titolo “May You Live In Interesting Times”.

Il titolo della Biennale di Venezia sottolinea i “tempi interessanti” in cui viviamo, ed evidenzia sia gli interessanti aspetti dalla contemporaneità, sia la consapevolezza che l’arte sia chiamata a portare l’attenzione verso i fenomeni del mondo che viviamo e invitare ad una riflessione aperta alla complessità dei fenomeni.

 

Questa missione dell’Arte a riflettere sulla complessità della realtà, è la stessa missione che appassiona la Dottoressa Carniato per la Psicologia le scienze Cognitive e Comportamentali, che studiano le dinamiche e i meccanismi psicologici della realtà, psicologica e sociale, per promuovere soluzioni dei problemi verso una migliore condizione: il benessere.

 

“Se vuoi essere un artista impara a osservare come ogni cosa è connessa con le altre” (Ralph Rugoff).

 

La connessione dei fenomeni e delle variabili si fonda sul valore della complessità e intende mostrare come le interpretazioni semplificatorie spesso non siano adeguate per interpretare la realtà complessa e possono causare pericolosi pregiudizi e reazioni emotive di paura e di chiusura nei propri stereotipi che così si auto-confermano.

 

Questo succede per ogni interpretazione semplicistica e stereotipata.

 

La recente esperienza della psicologa Carniato come esperto di Cooperazione in Nigeria a Dicembre 2018, per il progetto “CinemArena” per la prevenzione alla migrazione irregolare, ha approfondito le motivazioni alla migrazione da un punto di vista psicologico, sociale e ambientale e ha aperto il confronto sulle cause, sulle determinante psicologiche e sulle reazioni sociali e psicologiche al fenomeno migratorio, allargando il fenomeno della migrazione in un continuum spazio-temporale aperto alla complessità del fenomeno.

 

Condividendo quanto l’Arte possa far riflettere su tematiche interessanti, con la collaborazione degli amici di Studioo e stima e l’amicizia che lega la psicologa Carniato agli artisti, si è organizzata la mostra VOLERE VOLARE nella sede municipale di Treviso, il cui titolo è ispirato al mito classico di Icaro, che esprime l’universale bisogno di andare oltre, di vivere oltre i limiti imposti per il piacere di determinare il proprio destino.

 


 

Gli artisti in mostra sono tre dei più importanti esponenti dell’arte contemporanea africana:

  • Jelili Atiku (Lagos, Nigeria, 1968), presenta un’installazione derivata dalla performance My Eyes Are Larger Than My Mouth, tenuta sull’isola della Giudecca nei giorni dell’opening della Biennale di Venezia,
  • Abdulrazaq Awofeso (Lagos, Nigeria, 1978), presenta l’opera nata dalla collaborazione con la psicologa Carniato a Lagos,
  • Gonçalo Mabunda (Maputo, Mozambico, 1975), sculture di eccezionale preestigio che rappresenta il Padiglione del Mozambico alla Biennale Venezia 2019.

 

“La mostra è estremamente concisa, esponendo una singola opera per ognuno degli artisti e generando uno stretto dialogo sulla macro-tematica delle migrazioni. La narrazione parte dal presente per espandersi verso passato e futuro, mostrando l’inevitabile nesso fra l’Africa e il resto del mondo da una prospettiva personale quanto complessa e umana.”

 

Invito a leggere l’articolo di Pietro Consolandi per la descrizione accurata delle opere.
https://www.artribune.com/arti-visive/arte-contemporanea/2019/05/mostra-volere-volare-ca-sugana-treviso/

 

Grazie.

 

© photo Alessandra Zucconi

 

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