La performance art come strumento di riflessione critica e cambiamento sociale
Il 10 luglio 2024, negli spazi dell’ European Cultural Centre (ECC), in Palazzo Mora a Venezia, come seconda tappa del tour europeo dell’artista nigeriano Jelili Atiku, si è tenuta la performance dal titolo “My Orí is Kótùbà Kótùṣẹ”.
Attraverso rituali, canti e tamburi sacri della tradizione yoruba, l’artista, accompagnato da tre Babalawo (sacerdoti Ifa Yoruba), stimola la sensibilità interiore del pubblico e lo spinge a riflettere sulle crisi umanitarie attuali come le carestie e la distruzione dovute alla guerra in Palestina, Ucraina, e Africa.

La performance di Atiku rappresenta un luminoso esempio di come la performance art favorisca un dialogo intersoggettivo e un profondo scambio emotivo e cognitivo tra artista e pubblico e di come essa sia strumento per innescare riflessioni su tematiche sociali cruciali.
Come teorizzato dalla sociologia dell’arte e dimostrato dagli studi di estetica cognitiva (Carniato, Chirico, 2017), l’arte contemporanea e la performance art hanno il potere di influenzare il pubblico nel lungo termine, andando oltre l’evento stesso e promuovendo nuove consapevolezze e azioni.
Stimolando la riflessione collettiva e assumendo un ruolo di catalizzatore di cambiamento sociale, le performance di Atiku, radicate in un’arte rituale ancestrale e coinvolgente, sono totalmente in linea con i principi alla base del concetto di welfare culturale. In tale modello, riconosciuto anche dall’ Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l’arte assume un ruolo cruciale nella promozione del benessere sociale e della salute pubblica.
Pertanto, in un momento storico come quello attuale, brutalmente segnato da crisi globali, è ancor più importante valorizzare esperienze artistiche come “My Orí is Kótùbà Kótùṣẹ”, che, oltrepassando i limiti dell’estetica, creano uno spazio di dialogo e di riflessione collettiva, coinvolgono attivamente le comunità e ispirano azioni concrete, elementi essenziali per la costruzione di un futuro più equo.
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