L’Arte oltre il museo: lo studio pilota di Neuroestetica 

Lo studio pilota di Neuroestetica sull’impatto emotivo e cognitivo dell’esperienza estetica e sulla sua evoluzione nel tempo

 

TITOLO: “Studio pilota mixed-methods: Studio sull’impatto cognitivo ed emotivo della mostra “2050: A Brief story from the future”.

QUANDO: 28 – 29 novembre 2016

DOVE: MindCare 2016: 6th EAI International Symposium on Pervasive Computing Paradigms for Mental Health, Barcellona, Spagna

 

La dottoressa Simona Carniato studia da anni l’esperienza estetica con metodo scientifico, integrando i risultati provenienti dalle neuroscienze con l’analisi dell’impatto sociale e cognitivo dell’Arte nel tempo. Con i suoi studi e collaborazioni promuove inoltre il concetto di Arte come veicolo per la promozione dei diritti umani e come mezzo per riflettere e, di conseguenza, agire per creare il miglior futuro possibile (Artivismo).

 

Nel novembre 2016 ha presentato al convegno “MindCare 2016: 6th EAI International Symposium on Pervasive Computing Paradigms for Mental Health”, tenutosi a Barcellona, lo studio pilota di neuroestetica sull’impatto cognitivo ed emotivo della mostra d’arte “2050: A Brief story from the future”, svolto in collaborazione con la società TSW.

 

La mostra “2050: A Brief story from the future”, prende il nome ed è ispirata al saggio del 2006 di Jacques Attali, “Breve storia del futuro”. Precedentemente presentata ai Musées Royaux des Beaux-Arts de Belgique di Bruxelles, la mostra si è tenuta nel 2016 al Palazzo Reale di Milano; i visitatori erano invitati ad ammirare 70 opere d’arte contemporanea che riflettono sui futuri possibili, interrogandosi su importanti temi sociali.

 

Scopo dello studio di neuroestetica:

Indagare l’esperienza estetica, emotiva e cognitiva dei soggetti, durante la visita alla mostra d’arte, e la loro evoluzione nel tempo, a distanza di 40 giorni, utilizzando un approccio neuro-cognitivo misto.

 

Lo studio si sviluppa in 2 Fasi:

  1. Fase a tempo zero: misurazioni bio-cognitive-comportamentali, effettuate tramite lo strumento Neuralya, durante 45 minuti di navigazione libera nel museo
  2. Fase di follow-up: valutazioni emotive e cognitive dopo un intervallo di 40 giorni attraverso un’intervista strutturata appositamente creata

 

Risultati:

  • L’esperienza soggettiva nei confronti della mostra è stata valutata positivamente dai partecipanti
  • Al follow-up, a distanza di 40 gg, si è registrato un aumento del coinvolgimento dei visitatori

 

Conclusioni:

  • l’esperienza di una mostra non si esaurisce nel museo, ma trova la sua massima espressione nell’esperienza soggettiva e nel tempo. L’aumento del coinvolgimento dei visitatori a distanza di tempo può essere attribuito a riflessioni cognitive soggettive, effettuate dagli partecipanti nei 40 giorni successivi alla visita alla mostra.
  • Per comprendere appieno esperienze complesse come la visita a una mostra d’arte, è essenziale un approccio che consideri i sistemi multipli e integrati (cognitivi, comportamentali e neurofisiologici) e la loro evoluzione nel tempo e nel contesto.

 

Nel complesso, i risultati di questo studio pilota di neuroestetica sembrano confermare le parole di Attali, secondo il quale “L’opera d’arte è positiva solo per l’ispirazione che dà”.

 

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