Gestire le Tensioni di Coppia durante Covid e Quarantena
La relazione di coppia è un rapporto assai complicato, anche senza la pandemia di CoviD-19 in corso, di conseguenza, è fondamentale saper gestire le tensioni di coppia.
Lo stress, l’ansia e le nuovi pressioni generate dalla riorganizzazione del lavoro e della gestione della famiglia hanno messo e stanno mettendo a dura prova molte coppie e famiglie.
Riporto di seguito i consigli proposti dalla dottoressa Esther Perel, famosa psicoterapeuta di coppia, in un’intervista condotta da Rachel Syme per il New Yorker (maggio 2020) per navigare in questo periodo di tensioni e incertezza all’interno dei rapporti di coppia.
In questo articolo puoi leggere:
- come litigare durante lockdown e quarantena,
- cosa fare se le abitudini del partner ci innervosiscono
- come mantenere un senso di autonomia anche quando non si può coltivare la propria identità a causa della costante presenza del partner.
Perel è una star della psicoterapia di coppia, diventata famosa grazie al successo del suo podcast “Where Should We Begin?”, “Da dove incominciamo?” in cui gli ascoltatori possono ascoltare alcune sessioni di terapia di coppia.
Perel ha anche scritto dei best-sellers su relazioni di coppia e sessualità: in “L’intelligenza erotica” (fuori catalogo, ma disponibile in biblioteca) spiega come riaccendere il desiderio in un contesto di ‘cattività sessuale’ (Perel con questa espressione allude alle relazioni monogame, ma durante il lockdown questa cattività è diventata reale e non solo metaforica) e in “Così fan tutti: ripensare l’infedeltà” parla di come affrontare l’infedeltà del partner.
Verso la fine di Marzo 2020, in emergenza Lockdown per Coronavirus, Perel ha dedicato una serie di podcast al tema “Coppie in lockdown” (“Couples Under Lockdown”) in cui ha tenuto sessioni di teleterapia con coppie in Italia, Belgio e New York, distribuendo consigli su come affrontare le ansie e le esasperazioni sorte in questo periodo.
Secondo Perel, guardare ai problemi di coppia durante il lockdown è particolarmente utile, visto che «Le peculiarità di questo momento storico ci consentono di guardare ai problemi di relazione (la comunicazione, la sessualità, il desiderio, la gestione del conflitto) come se fossimo scienziati in laboratorio».
I consigli della famosa psicoterapeuta durante il lockdown, dunque, ci potranno essere utili anche in questa fase di transizione verso un cauto ritorno alla normalità e di incertezza sul futuro: nonostante le misure di lockdown siano state allentate in Italia, molti continuano a lavorare da casa e continua ad aleggiare lo spettro di nuovi lockdown nel caso in cui dovesse arrivare in autunno una seconda ondata importante di contagi CoviD.
Passare molto più tempo a casa assieme comporta nuovi equilibri e nuovi squilibri all’interno di una relazione di coppia.
Qui di seguito ho estrapolando 7 consigli concreti della dottoressa Esther Perel per affrontare questa fase di stress acuto nelle coppie.
1. Non chiedere al partner di incarnare troppi ruoli e rispetta il suo bisogno di privacy
Un problema generalizzato delle relazioni moderne è che ci aspettiamo che il nostro partner riesca ad essere al tempo stesso il nostro migliore amico, il nostro amante, il nostro psicologo, il nostro partner nel prendersi cura dei figli e pure la persona che si occupa di lavare i nostri piatti. Un tempo si assegnavano questi ruoli a persone diverse. La pandemia ha esacerbato molto il problema: durante il lockdown abbiamo avuto una sola persona a cui chiedere di soddisfare bisogni che dovrebbero essere presi in carico da una comunità molto più ampia.
«In questo periodo è essenziale delimitare gli spazi di tempo, crearci una routine e dei rituali. Ci dovrebbe essere una demarcazione netta che ci consenta di distinguere il giorno dalla notte, i giorni feriali da quelli festivi, il lavoro dal relax, il tempo da dedicare alla famiglia dal tempo da passare da soli, i momenti in cui si fanno commissioni dai momenti in cui ci si riposa. A ora di cena sgomberiamo il tavolo dai portatili e dai device che abbiamo usato per lavoro, oppure lasciamo questi oggetti sul tavolo, solamente spostandoli un po’ per avere lo spazio per appoggiare due piatti?
Ora più che mai avere una routine è cruciale: la routine crea una struttura, porta un senso di ordine in un mondo che ci sembra caotico e precario. I rituali invece separano ciò che è ordinario e dozzinale da ciò che assume una dimensione elevata, distinta e sacra.
Tutti e tre questi elementi (demarcazione del tempo, routine e rituali) sono essenziali».
La gestione del tempo deve anche lasciare posto per attività che non coinvolgono direttamente il partner: «Le coppie devono essere in grado di regolare il loro stare assieme o separati sempre, non solo durante il lockdown. C’è sempre un assoluto bisogno di autonomia, sia che si sia all’inizio di una relazione e si condivida un minuscolo monolocale, sia che si sia sul punto di separarsi. Hai bisogno di avere spazio per te stesso e di avere spazio per stare con altre persone che non hanno necessariamente un rapporto col tuo partner, a prescindere dal fatto che ci sia conflitto nella coppia. Se fai psicoterapia tramite internet, la tua sessione di psicoterapia deve essere privata e garantire la privacy. Le tue conversazioni coi tuoi migliori amici, pure, devono rimanere private».
2. La ripartizione del lavoro domestico: Come rendere costruttive le discussioni sul lavoro domestico
Nel corso del lockdown, il lavoro implicato nella gestione della casa, un tipo di lavoro che rimaneva “invisibile” e che spesso veniva dato per scontato dai partners è improvvisamente diventato visibile. Questa improvvisa presa di coscienza può avere due esiti differenti: «Da una parte, il partner può dire “Sono curioso, dimmi di più, non sapevo proprio che avevi tutte queste incombenze. Apprezzo moltissimo tutto ciò che fai, e ora mi rendo conto di quanto poco ne capissi della mole di lavoro che svolgi a casa… l’ho completamente lasciata sulle tue spalle”. Dall’altra, questa nuova consapevolezza può diventare fonte di rimproveri: “Vuoi che ti spieghi tutto quello che devo fare in casa? Ho appena finito di fare una lavatrice! Ho appena pulito i lavandini! Senza di me vivresti in un porcile! Che problemi hai?”
Lamentarsi in questo modo assicura che l’altra persona ti risponda male e non otterrai l’aiuto di cui hai bisogno».
Quando il carico di lavoro è sbilanciato e bisogna rivederlo, un buon modo per introdurre l’argomento è: “So che abbiamo tutti e due un sacco di cose da fare, ma possiamo sederci e decidere assieme come dividerci i compiti? Non mi aspetto che il lavoro sia diviso perfettamente a metà, ma mi aspetto di non sentirmi ingiustamente caricata/o di troppi compiti”.
Magari un partner odia portare fuori le spazzature e l’altro odia scaricare la lavastoviglie. Perel suggerisce che una buona idea per dividere il lavoro domestico è di farlo sulla base di quello che a ciascun partner dà meno fastidio fare. Una volta fatto questo, si può usare una battuta o comunque un modo simpatico per ricordare all’altro di portare a termine il proprio compito: «C’è sempre bisogno di una buona dose di umorismo, altrimenti viene voglia di prendersi per il collo».
3. Pensa alle cose che apprezzi del partner e non solo a quelle che ti irritano
«Litigare è normale: tutte le coppie attraversano fasi di armonia, di disarmonia e di riparazione. Capita sempre, a prescindere dalla situazione in cui ci si trova. Il fatto che si litighi non è importante, è importante sapere come litigare. Quando ti arrabbi per qualcosa, sei in grado di dire dopo “OK, mi sono sfogata, mi sono sfogato, ora come risolviamo il problema?” oppure “Guarda, mi rendo conto di aver esagerato. Prima di tutto voglio dirti che apprezzo molto ciò che fai e solo dopo mi metterò ad elencare tutte le cose nelle quali penso tu sia carente”».
Perel suggerisce particolarmente utile l’esercizio dei dieci sì e dei dieci no, che ha imparato dal collega Dan Siegel.
Inizia prima a pensare a un paio di cose che ha fatto il tuo partner per le quali sei riconoscente: «Altrimenti, finirai a concentrarti sui lati negativi e darai per scontate le cose positive. Se arrivate in tempo, è grazie al fatto che non c’era traffico e, se arrivate in ritardo, è per colpa del partner. Gli aspetti negativi vengono attribuiti all’altra persona e gli aspetti positivi vengono interpretati come parte della normalità.
Spesso ci sentiamo di avere il diritto di non essere riconoscenti per quanto fa il partner: “Non c’è motivo di essere grati per quanto ha fatto il mio partner, perché ho fatto tutta una serie di altre cose che non sono state apprezzate”. Però, questo non porta a rendere il confronto costruttivo.
Vuoi cambiare l’altro? Puoi cominciare cambiando te stesso. Incomincia da te stesso per rendere lo scambio produttivo.
Se le abitudini del partner ti infastidiscono in questo periodo di convivenza forzata, cerca di affrontare la questione in modo equilibrato. Se per esempio un passatempo rilassante per il tuo partner è suonare uno strumento musicale il cui suono non riesci a tollerare, è importante trovare un modo adeguato per parlarne: «Se parti con: “Non sopporto proprio il rumore che fa sta roba”, poi sai esattamente che tipo di discussione ne seguirà. Ma se inizi dicendo “So che suonare questo strumento ti dà grande gioia… Però faccio fatica ad ascoltare le tue prove tutto il tempo, possiamo decidere insieme un calendario? Così quando so che tu devi suonare, mi posso mettere su delle cuffie, e così magari anche tu saprai che è meglio non metterti a strimpellare la mattina, prima che io abbia bevuto il mio caffè”.
In questo modo riesci a comunicare al partner che capisci che questa cosa è importante per lei o per lui e che sei felice per il fatto che si possa divertire suonando, ma gli dici anche che pur apprezzando il beneficio che ne trae, vorresti trovare un modo per non dover ascoltare quella musica che non sopporti tutto il tempo.
4. Rimani concentrato sull’obiettivo della discussione e pensa alle necessità della coppia, non solo alle tue
«Se vuoi parlare dei piatti, non mettere in campo altri cinque problemi, due dei quali che risalgono a due anni fa. Non buttare tutto insieme. Rimani concentrato sulla cosa che ti fa soffrire in questo momento. Non lamentarti e basta, fai una richiesta precisa al tuo partner.
Rimanere focus e dire “Ci contavo sul fatto che tu facessi questa cosa. Avevo bisogno di te. Puoi garantirmi che lo farai oggi, entro mezzanotte?” Cerca di litigare con il fine di raggiungere un obiettivo personale con lucidità, come dice il terapeuta Terry Real, e non solo per sfogarti.
Per sfogarti, chiama i tuoi amici. Scaricati raccontandogli tutte le cose che ti fanno arrabbiare. E poi torna a rivolgerti al tuo partner con una strategia precisa. Il tuo obiettivo infatti non è solo quello di sfogarti: vuoi vedere un cambiamento».
Litigare è fisiologico per le coppie sotto stress: quando ci sembra di perdere il controllo sulla situazione generale spesso ci mettiamo in conflitto con il nostro partner. E’ importante normalizzare la situazione di crisi che stiamo vivendo: «Invece di litigare e iniziare a usare la logica “io sto peggio di te”, ammettete assieme che la situazione è difficile e passate dalla logica dell’“io-e-te” alla logica del “noi”. “Che cosa ci sta facendo la pandemia? Di che cosa abbiamo bisogno noi due assieme?” Riuscire a pensare a questa terza entità, la relazione, che esiste al di fuori dal dualismo dell’“io-e-te” e riuscire a fare le cose di cui ha bisogno la relazione, anche se non sono necessariamente le cose di cui hai bisogno tu, creerà una prospettiva di speranza per la coppia».
5. Ritagliati momenti per riaccendere il desiderio e comunica i tuoi bisogni con il partner
Molti scherzando dicono che il prossimo anno ci sarà un incremento fortissimo nella natalità a causa del lockdown, ma in realtà il lockdown ha reso il crearsi uno spazio per la sessualità tutt’altro che facile: siamo asserragliati in casa assieme ad animali domestici e bambini e ci portiamo a casa pure il lavoro.
«Ci sono un sacco di falsi miti su che cosa aiuta a mantenere vivo il desiderio in una coppia. Lo spazio per il desiderio, invece, per definizione, va creato. Coloro che hanno bambini a casa dovrebbero guardare a come si comportano loro: non hanno bisogno di uscire di casa per diventare improvvisamente capitani di una nave o essere soldati che proteggono una fortezza oppure per guidare un camion. Gli basta entrare nel personaggio e una volta che sono entrati in quella modalità di gioco, grazie alla loro immaginazione, trascendono i confini e le limitazioni della realtà. La nostra immaginazione erotica funziona nello stesso modo, è la versione adulta di quello che fanno i bambini giocando».
Gli effetti dello stress possono avere effetti diversi sulla libido di ciascuna metà della coppia. Può succedere che un partner si trovi ad affrontare un calo del desiderio pressoché totale, mentre l’altro partner continui ad avere una libido alta. Secondo Perel, se la persona che continua ad avere un desiderio sessuale alto accetta di ricorrere alla masturbazione, ci sono molte soluzioni che si possono adottare per affrontare la situazione: «La prima cosa da dire è “Non mi va, ma sono contenta o sono contento che tu ti possa prenderti cura di te da questo punto di vista”. Oppure “Posso prendermi cura dei tuoi bisogni anch’io ogni tanto; non è necessario che mi ecciti nel farlo—lo faccio perché sono contenta/o di farti godere”. Si può anche decidere di essere un po’ generosi in questo. Certo, le soluzioni a cui si ricorrerà dipenderanno molto da cosa si pensa della sessualità e dei desideri sessuali dell’altro».
6. Non illuderti che stare a casa assieme tutto il tempo necessariamente abbia aiutato a cambiare certe dinamiche
Lo stare in casa forzosamente assieme non può da solo aver cambiato le cose per una coppia. Se un partner tradiva l’altro prima, non è detto che abbia smesso improvvisamente di avere una relazione fuori dal rapporto.
Il lockdown ha portato alcune persone che avevano relazioni extraconiugali a riconnettere con il loro partner e tagliare i contatti con l’amante, ma in altre situazioni li ha portati ad essere ancora più desiderosi di trovare nuove opportunità al di fuori del rapporto di coppia. «La questione dell’infedeltà non è improvvisamente cambiata, rimane la stessa di sempre. Incomincia dalla sua definizione: “Che cos’è il tradimento?” Sappiamo che durante il lockdown la gente ha passato molto più tempo a guardare materiale pornografico. Se quella viene considerata come una forma di infedeltà, allora sicuramente quel tipo di tradimento è aumentato. Certo la gente non poteva andare a incontrare i propri amanti fisicamente. Ma avevano accesso, online, a connettersi con altre nuove persone? Certamente. Possono farlo mentre stanno affianco al loro partner? Questo è il problema del tradimento al giorno d’oggi: puoi avere una relazione extraconiugale con qualcuno mentre stai disteso a letto, affianco al tuo partner. Dunque il lockdown non ha cambiato molto da quel punto di vista».
7. Ricordati che questo momento può essere anche un periodo di nuove opportunità per le coppie
«In momenti di grande drammaticità, le nostre priorità cambiano e ciò che è superfluo spesso viene eliminato. I disastri alle volte riescono a fungere da catalizzatori. La gente ora sta prendendo decisioni importanti: “Ci trasferiremo. Cambieremo lavoro. Andremo a vivere vicino alla nostra famiglia. Faremo un altro figlio. Inizieremo a fare la cosa che avevamo voglia di iniziare a fare da tanto tempo”. Ci sono un sacco di cose belle che sono state accelerate dalla pandemia. Ci sono moltissime nuove opportunità, ma non ottengono la stessa esposizione mediatica delle storie tristi.
In generale quando si affronta un periodo di stress acuto, c’è un’amplificazione del meglio e del peggio.
In questo periodo poi non si deve perdere la speranza di iniziare una nuova storia d’amore: «Le cose si muovono molto più lentamente. Si parla di più, molto di più di quanto le modalità tipiche di incontri permettevano prima della pandemia». Durante il lockdown non c’era possibilità di andare a letto al primo incontro. Le coppie che si sono formate sotto il segno della pandemia, dunque, hanno iniziato da subito a parlare di cose più profonde di quelle di cui di solito parlano le nuove coppie e a condividere le parti più intime e importanti di loro stessi: i loro timori, le preoccupazioni per la famiglia, i loro stati d’animo.
Lo stare separati forzosamente per coloro che non erano considerati congiunti, poi, ha reso il desiderio più potente: «Una delle formule più belle della matematica della sessualità è: attrazione più ostacoli uguale eccitazione. E’ il motore della maggior parte dei tradimenti. Quando si è distanti si fa così: si soffre, si diventa più effusivi, si creano fantasie, si sogna. In questo periodo tutti hanno voglia di incontrare un nuovo amore. E’ bellissimo vedere quante persone stanno iniziando delle vere e proprie storie di amore in questo periodo».
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