Depressione e Lockdown: Come Affrontarla
Il legame tra depressione e lockdown è appurato. L’algoritmo di cui il Governo si avvale, non tiene conto di questa relazione. Se in prima battuta il numero di infetti guidava ogni decisione, ora le variabili in gioco sono molte di più e le decisioni prese, sullo sfondo, hanno tutte ragioni tecniche e scientifiche misurate.
Detto questo, purtroppo, nonostante io sia molto felice che venga utilizzato questo metodo, le possibilità che ben presto ci venga riproposto il Lockdown sono oramai concrete.
Il lockdown e la nostra salute mentale
Tuttavia, seppur necessario per limitare il diffondersi del COVID-19, l’isolamento prolungato rimane una pratica “contro” la natura dell’essere umano. Infatti, non sono poche le ricerche che constatano che l’essere umano è un animale sociale assolutamente incapace di vivere isolato a lungo senza conseguenze psicofisiche.
Nella lista dei disturbi psicologici maggiormente riscontrati a chi è rimasto isolato per lunghi periodi ci sono ansia, panico, sintomatologia ossessivo-compulsiva, insonnia, problemi digestivi, sintomi depressivi e da stress post traumatico. Inoltre, ad appesantire la situazione ci sono i diversi effetti delle misure restrittive.
Infatti, depressione e lockdown non sono una coppia insolita. Trascorrere lunghe quantità di tempo insieme in spazi ristretti, e spesso inadatti allo scopo, accresce il rischio di conflitti e violenza domestica. E, fuori casa non va meglio. Infatti, alla lista dobbiamo aggiungere l’accelerazione dello stress sociale riscontrata dopo l’esplosione, tra l’altro annunciata, della seconda ondata di COVID-19. Nonostante si legga ovunque che #andràtuttobene le relazioni sociali si deteriorano a causa di una sorta di rivalità e discordia.
Ci riscopriamo a rincorrere il rispetto delle regole e ci comportiamo come se ovunque e chiunque sia un pericolo concreto per la salute nostra e dei nostri cari. In questo modo, in nome della sicurezza e della salute, siamo portati ad articolazioni di pensiero spesso sconvenienti. L’insicurezza il senso di impotenza e vulnerabilità genera un senso di mancanza di controllo sul proprio presente e futuro alimentando ansia e depressione.
Di più, per le persone in prima linea, quelle in quarantena o toccate dal COVID-19 vale anche la stigmatizzazione sociale. Apostrofati come untori vengono tenuti a debita distanza per la paura o quantomeno il sospetto che incutono.
Già, il secondo Lockdown è alle porte mentre noi sperimentiamo gli effetti ben visibile della “long-tail” (coda lunga), del primo.
Direi che è saggio prepararsi o quanto meno avere più consapevolezza.
Il legame tra depressione e lockdown
Analizziamo la combinazione di fattori biologici, psicologici e sociali a cui siamo stati esposti nel periodo del primo Lockdown:
- Solitudine
- Supporto sociale ridotto o assente
- Fattori di stress nel quotidiano
- Problemi coniugali
- Stress finanziario dovuto a difficoltà economiche
- Disoccupazione
- Abuso di alcool o droghe
Constatiamo che questi fattori sono, da manuale, sei delle maggiori cause della Depressione o meglio i fattori di rischio che creano le condizioni di massima vulnerabilità.
Gli alert che il nostro corpo ci invia
Analizziamo ora anche i sintomi, gli alert, che il nostro corpo attiva con diverse intensità. Più questa condizione risulta intensa, frequente e persistente più e probabile che sia presente un quadro depressivo.
Umore: depresso, sensazione di vuoto o tristezza persistente.
Piacere: attività che prima davano un senso di soddisfazione e gratificazione ora mi lasciano indifferente. Non ho stimoli e incentivi a sviluppare nuovi interessi.
Appetito: aumento o diminuzione dell’appetito e quindi del peso corporeo in modo significativo.
Sonno: difficoltà ad addormentarsi (insonnia) o costante desiderio di dormire (ipersonnia)
Forma fisica: mancanza o eccesso di energie, faticabilità o sensazione costante di fatica.
Lucidità: Difficoltà di concentrazione o indecisione
Agitazione o rallentamento psicomotorio
Sensi di colpa continui e immotivati
Pensieri di morte o ideazione suicidaria
Senso di disperazione, visione pessimistica della vita
Le sintomatologie qui sopra elencate descrivono una depressione reattiva o anche detta fisiologica. Quindi, episodi depressivi che insorgono come conseguenza naturale di altri eventi della vita come ad esempio isolamento, lutti, malattie con lunghi decorsi, infodemia.
Depressione e lockdown: come reagire ai segnali
Tuttavia, anche se non siete pronti ad affrontare la vostra depressione con l’aiuto di professionisti, il mio invito è di reagire ed attivare comportamenti che possono allentare la sofferenza che la depressione porta.
Rimanete nel presente con i pensieri e fermate la ruminazione.
Imparate ad essere scettici. I vostri pensieri depressivi sono sintomo della vostra depressione, quindi decidete che non sono importanti e fermateli. Potete farlo.
Fate Sport e attività fisica in modo regolare e intensa anche più volte al giorno con l’unica accortezza di evitare l’allenamento prima di coricarsi. Ci sono solo vantaggi in questa abitudine: essere in forma, respirare meglio, stimolare le endorfine e il buonumore.
Tenetevi occupati. Andate a fare commissioni, uscite con il vostro cane per una passeggiata, pulite casa ascoltando musica, chiamate un amico/a. Se siete occupati in attività che tengono il vostro corpo e la vostra mente occupati sarà più difficile essere presi dalle ruminazioni.
Fermate ogni attività e uscite. In compagnia o fuori casa le ruminazioni sono più difficili. Se vi siete colti dentro delle ruminazioni non esitate. Uscite di casa.
Diventate bravi a ridirezionare la vostra attenzione. Potete rafforzare i muscoli della vostra attenzione e concentrarvi volontariamente su cose meno deprimenti. Provate il training di concentrazione sul compito, un metodo per occuparsi degli aspetti dell’ambiente esterno in modo da interrompere con successo le ruminazioni.
Lasciate scorrere i vostri pensieri. Accettate semplicemente la loro esistenza e lasciateli scivolare via. Non giudicateli e non date seguito alle domande che vi vengono in mente. Lasciate che i pensieri negativi vi scorrano attraverso e se ne vadano. Fate pratica nel lasciar scorrere i vostri pensieri negativi semplicemente osservandoli come fossero un vecchio film visto e rivisto. Ci sono diversi protocolli che vi possono aiutare: MBSR – Riduzione dello Stress Basata sulla Mindfulness e MCBT –Terapia Cognitiva Basata sulla Mindfulness, entrambe queste pratiche hanno dimostrato la loro validità nella prevenzione della depressione.
Agisci!
Le malattie depressive non sono uno stato d’animo e non si superano semplicemente desiderandolo.
Quando si affronta la depressione è importante essere consapevoli che si tratta di una malattia che ci coinvolge psicofisicamente in modo trasversale e che senza un trattamento specifico e professionale si rischia solo di articolare e peggiorare ulteriormente la soluzione.
Statisticamente, rilevato il disturbo depressivo, sono più le persone che non cercano una cura pur consapevoli che oggi ci sono terapie farmacologiche e psicologiche, come quella Cognitivo Comportamentale, in grado di dare concreto sollievo anche a chi soffre di una depressione estremamente grave.
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