Resilienza: le 4 abitudini da evitare

Come acquisire le competenze della Resilienza: le 4 abitudini da evitare

Essere Resilienti e avere una struttura mentale ed emotiva forte significa essere in grado di resistere all’attrazione dei pensieri e delle emozioni inutili o quanto meno sconvenienti.

 

Questo permette di mantenere un comportamento in linea con i propri obiettivi e valori in ogni momento. Anche nelle situazioni più difficili.

 

Ad esempio:

  • A pochi minuti dall’inizio della presentazione lavorativa che hai preparato inizi a sentire i segnali dell’ansia e preoccupazione, tuttavia sei in grado di reindirizzare la tua attenzione alla presentazione che stai per fare.
  • Alle critiche del tuo partner vorresti rispondere con acceso sarcasmo, tuttavia resisti all’impulso e consideri le sue critiche in modo obiettivo.
  • Non hai mantenuto fede al tuo impegno riguardo gli allenamenti e questo ti fa sentire a disagio e un po’ vergognare di te, tuttavia, ti presenti in palestra lunedì pomeriggio per recuperare nonostante quelle sensazioni.

 

Sfortunatamente, spesso sabotiamo la nostra capacità di reazione confermando le cattive abitudini.
Ad esempio: è difficile reagire di fronte allansia sociale quando hai l’abitudine di criticarti ogni volta che ti senti ansioso.

 

Quindi, se vuoi diventare mentalmente più resiliente e in grado di reagire alle situazioni della vita, lavora per identificare ed eliminare le quattro abitudini che i pensieri negativi ti fanno mettere in atto.

1. Perdersi nei propri pensieri

Quando si tratta di pensare, le persone resilienti sanno che spesso “meno è meglio”.

 

Le nostre capacità di pensare, ragionare, risolvere problemi e pianificare sono tutte incredibilmente potenti e spesso benefiche. Ma possono anche essere spade a doppio taglio se usate in modo inappropriato.

 

Ma in che modo la risoluzione dei problemi o la pianificazione potrebbero essere inappropriate? Non sono sempre buone idee?

 

È facile vederle in questo modo, ma considera questo:

  • Preoccuparsi per tua figlia mentre è al suo primo appuntamento è davvero utile? Risolve davvero il problema o ti aiuta a ottenere qualcosa di significativo?
  • Soffermarsi sugli errori passati nel tuo matrimonio e passare in rassegna tutte le diverse alternative perse migliorano la situazione del tuo matrimonio ora? Forse farlo una o due volte ti ha aiutato a imparare una cosa o due, ma è più probabile che tu abbia rimuginato per anni e anni sull’argomento e che tu ormai non riesca a cogliere dei benefici.

 

C’è sempre un costo emotivo per il pensiero negativo come la preoccupazione e la ruminazione.

 

Il problema è che la maggior parte di noi presume istintivamente che tutto il “pensiero” sia buono e utile.

 

Ma dovrebbe essere abbastanza ovvio, con gli esempi precedenti, che sicuramente non è sempre così. E infatti, troppi pensieri negativi possono essere fonte di profonda sofferenza emotiva.

 

Allora perché lo facciamo? Perché continuiamo a preoccuparci o a soffermarci sulle cose e a perderci nei nostri pensieri anche se non è utile né vantaggioso?

 

Ecco l’intuizione chiave sul pensiero inutile:

 

Anche se il pensiero negativo non è effettivamente utile, spesso sembra utile al momento.

 

Se ti trovi in una posizione in cui ti senti impotente e fuori controllo, ad esempio, farai qualsiasi cosa per sentire un po’ più di controllo. Compreso il tentativo di “risolvere problemi” che sai che non possono essere risolti.

 

È così che le persone diventano dipendenti da brutte abitudini mentali come la preoccupazione e la ruminazione. Il poco controllo che guadagni ti fa tornare al punto con il pensiero negativo, anche se gli effetti collaterali emotivi come l‘ansiacronica e la depressione esplodono senza controllo.

 

Il pensiero è uno strumento. E come ogni strumento, può essere usato bene o male.

 

Impara a stabilire limiti migliori con i tuoi pensieri e ti ritroverai molto meno propenso a perderti in essi.

2. Usare la punizione per motivare te stesso

E’ sorprendente constatare quanto le persone siano dure con sé stesse:

  • Nell’istante in cui commettono un errore, ripetono a sé stessi di essere degli idioti.
  • Nel momento in cui iniziano a sentirsi tristi, si rimproverano di essere deboli e molli.
  • Al minimo accenno di rifiuto o critica, sono meticolosi nel sottolineare quanto siano inutili come persone.

 

È assolutamente sconcertante quanto siamo crudeli con noi stessi.

 

Non è strano che tu possa essere meravigliosamente compassionevole e comprensivo con i tuoi amici quando commettono errori o si sentono male, ma nel momento in cui sbagli inizi ad assalirti con discorsi negativi e auto-giudizi?

 

Forse una risposta a tutto ciò la possiamo trovare analizzando il modo in cui siamo stati educati…

 

Un tema molto forte nell’infanzia di quasi tutti riguarda proprio il fatto che viene, oggi come ieri, insegnato che per avere successo nella vita devi essere diligentemente duro con te stesso. Se sei gentile o indulgente con te stesso, finirai per diventare una specie di fannullone degenerato e incapace di tener testa al prossimo.

 

Combina questo con il fatto che la cultura odierna condiziona le persone a legare la loro autostima con il successo, e capirai che non sorprende di abitare un mondo pieno di cretini che hanno disgusto di sé.

 

Certo, è tutta una grande bugia. Essere duro con te stesso in realtà non porta a nulla di positivo. In effetti, in genere ti rende più debole, condiziona le tue scelte e spesso ti porta a pentirti delle stesse.

 

Supponiamo che tu sbagli l’ultima diapositiva della tua presentazione al lavoro. Picchiarti con tonnellate di critiche, alla presenza del tuo capo, non può che diminuire le tue probabilità di fare una buona impressione su di lui.

 

Prenderti a calci quando sei giù è solo una ricetta per rimanere giù ancora più a lungo.

 

Le persone mentalmente forti  capiscono che siamo tutti resilienti per natura. E che il modo migliore per essere mentalmente forti e resilienti è essere gentili con sé stessi quando le cose si fanno difficili.

 

Con un po’ di pratica, scoprirai che l’auto compassione è molto più motivante ed efficace dell’autocritica.

3. Dare priorità ai risultati rispetto alla crescita

Fai attenzione a legare la tua identità ai tuoi successi nella vita.

 

Le persone più infelici sembrano condividere un tratto comune: sono ossessionate dai risultati…

  • Sono ossessionati dall’idea di ottenere voti perfetti ed essere i primi della loro classe.
  • Sono ossessionati dall’idea di avere figli perfetti, in una casa perfetta, nel quartiere giusto e lavorare nell’azienda giusta.
  • Sono persino ossessionati dai risultati della loro crescita personale: devono essere più felici, più sicuri di sé e liberi dal cattivo umore. E adesso!

 

Ora, prova a concentrarti su te stesso:

 

Ma non è appagante lottare per ottenere buoni risultati, fissare obiettivi e lavorare sodo per raggiungerli?

 

Certo, darsi da fare, crescere culturalmente e professionalmente ed ottenere risultati è bello, ma, ecco il punto:

 

“Mi impegno professionalmente e quindi avrò risultati”, non è una formula matematica, anzi. Le persone che costruiscono la propria identità sui risultati sono di fatto soggetti a essere emotivamente fragili e poco resilienti semplicemente perché non hanno il controllo sui risultati …

  • Non importa per quanto tempo studi, il tuo professore ha la facoltà di essere imprevedibile nelle sue richieste e i tuoi voti potrebbero abbassarsi.
  • Non importa quante ore dedichi all’azienda, il titolare potrebbe sempre decidere di far socio l’imbecille di suo genero al posto tuo.
  • Non importa quanti articoli di auto-aiuto e libri sulla crescita personale leggi, a volte non puoi evitare di sentirti triste, ansioso o infelice.

 

La tua autostima ne risentirà inevitabilmente se consegni la tua identità a circostanze esterne, perché non le controlli.

 

Invece, le persone mentalmente forti e resilienti basano la loro identità su sforzi e input:

  • Si giudicano in base a quanto bene si sono preparati per il test, non al voto finale.
  • Valutano le proprie capacità in termini di come si comportano, non di ciò che pensano gli altri.
  • Vedono il progresso come un viaggio di continui piccoli passi e perfezionamenti, non come una risposta secca: o è si o è no; o è bianco o è nero.

 

Quando smetti di essere ossessionato dai risultati ti liberi di un enorme fardello, vedi le cose da una prospettiva diversa in particolare l’impegno che metti nella vita sarà genuino e curioso.

 

Questo non solo ti renderà più felice, resiliente e mentalmente più forte, ma ironicamente, è anche il modo migliore per ottenere risultati.

4. Annullare il tempo per stare soli con sé stessi

Per molte persone, il più grande ostacolo alla felicità e al successo nella vita sono loro stessi.

 

Sia che tu stia cercando di attenerti a una nuova dieta, superare un colloquio di lavoro imminente o essere un partner o un genitore migliore…spesso l’ostacolo più grande sono i tuoi pensieri, le tue convinzioni, i tuoi sentimenti e comportamenti.

 

Ad  esempio:

 

Quando ti arrendi e ti abbuffi di dolci al posto di attenerti alla tua dieta, non è perché non hai letto abbastanza libri sulle diete o non vuoi veramente perdere peso.

 

Invece, è molto più probabile che tu abbia visto un dolce, che ha innescato pensieri su quanto sarebbe stato delizioso, che ha innescato un desiderio, che ha portato a una visione cognitiva tale che tutto ciò a cui riesci a pensare è a quel diavolo di pasticcino che ti fissa da tutta la sera.

 

Tuttavia non è facile, in particolare se non si hanno gli strumenti adatti, allineare stati d’animo ed emozioni con i propri valori a lungo termine.

 

Quindi? Cosa c’entra questo con il trovare il tempo per stare da solo?

 

Per lavorare con la tua mente invece di esserne sabotato, devi capirla.

 

Ecco il punto:

 

Non capirai mai la tua mente se non trovi il tempo per farlo.

 

Come le amicizie …

 

Quanti buoni amici avresti se non trovassi mai del tempo di qualità per uscire con loro?

 

La forza mentale e la tua resilienza derivano dalla comprensione di come funzionano i tuoi pensieri e le tue emozioni, quindi puoi addestrarli a lavorare per te invece di combatterli. Ovviamente, devi dedicargli del tempo.

 

Il modo migliore per conoscere la tua mente è trovare il tempo per stare da solo con essa.

 

Fortunatamente, ci sono molti, molti modi per farlo:

  • Meditazione
  • Preghiera contemplativa
  • Diario
  • Revisioni settimanali

 

Anche qualcosa di semplice come ritagliarsi 20 o 30 minuti al giorno per fare una tranquilla passeggiata o prendere un caffè in veranda senza telefono o giornale.

 

Se non permetti a te stesso di stare da solo con la tua mente ti ritroverai a combattere o a scappare da sentimenti e stati d’animo difficili invece di impegnarti per e con loro. Il che è un peccato visto che…

 

Tutte le cose migliori della vita sono dall’altra parte delle emozioni difficili e dei pensieri negativi.

 

Prenditi del tempo per stare da solo con i tuoi pensieri e sentimenti, impara a conoscerli, alla fine scoprirai un alleato, non un nemico.

 

YES YOU CAN!

 

Buona Continuazione!

by Giuseppe Silvestrini

 

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